Il tema dell’inserimento lavorativo delle persone disabili è di costante attualità. Mentre in Tv e sui media si dibatte dell’inopportunità di offrire un reddito di cittadinanza a persone abili al lavoro, senza paletti temporali, c’è chi, pur se ammalato o svantaggiato, sogna di lavorare e di mantenersi in modo autonomo. Questione di dignità, questione di libertà. Significativa pare, dunque, la rinnovata attenzione della Sala Rossa di Torino sulla questione. Il mese scorso sono state approvate due mozioni, vedremo che risultati si avranno.
La prima mozione è chiara, dare indicazioni ad Amiat di aumentare la percentuale di affidamenti di servizi a soggetti, come le cooperative sociali, che attuino questi inserimenti. Il tutto reso possibile dal potenziamento dell’impegno economico, raggiungendo la percentuale massima del 15% degli stanziamenti annuali per acquisto di beni e servizi, come previsto dal contratto di servizio stipulato tra azienda e Comune.
La seconda mozione intende invece impegnare il Comune al monitoraggio della situazione degli inserimenti di persone svantaggiate nelle società partecipate, dando mandato ai rappresentanti di Palazzo Civico nei vari Consigli di amministrazione ad attuare politiche industriali che affidino le forniture di beni e servizi seguendo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ma che comprenda progetti di inserimenti lavorativi di persone svantaggiate.
Infine, si chiede che i rinnovi dei contratti di servizio prevedano clausole per la piena attuazione del Regolamento comunale 307, secondo il quale la Città di Torino, attraverso i contratti per la fornitura di beni e servizi, deve promuovere l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone svantaggiate o con disabilità.
E’ doveroso commentare che l’inserimento lavorativo delle persone fragili, deve, in tutti i casi, essere attentamente monitorato anche nelle fasi successive al fine di garantire, parlando tra l’altro di investimenti pubblici, l’adeguatezza economica e la fattibilità dell’impiego a lungo termine. Ciò al fine di restituire vera dignità a queste persone permettendogli di ambire a crescita personale ed economica, come diritto di ogni cittadino.
LA REDAZIONE
